Dal portale “lucidicrociera.com” ai bimbi in cura: il progetto “Game arena” ideato dal comandante Airoldi di Mozzate

MOZZATE – È dal comando della polizia locale di Mozzate e dal riuscito progetto Luci di crociera che nasce un progetto capace di portare leggerezza e normalità in luoghi dove la quotidianità è spesso segnata dalla fatica della malattia. A idearlo è il comandante Gabriele Airoldi, che nelle prossime settimane porterà “Game arena” alla Casa di Leo, spazio di accoglienza per bambini e famiglie impegnati in percorsi di cura complessi.
Airoldi, comandante a Mozzate e promotore dell’iniziativa, ha trasformato un’idea nata nel proprio ambito professionale in un gesto concreto di solidarietà. Il progetto prende forma all’interno di lucidicrociera.com, piattaforma nazionale creata dallo stesso comandante e rivolta agli operatori della polizia locale, pensata come luogo di confronto e crescita professionale. Da quel contesto, però, è maturata una visione più ampia, capace di coinvolgere realtà diverse attorno a un obiettivo condiviso: offrire ai più piccoli momenti di svago, relazione e serenità.
Il cuore dell’iniziativa è la donazione di due postazioni di gioco complete, progettate per essere accessibili e inclusive, utilizzabili anche da bambini con difficoltà motorie. Ogni postazione è dotata di monitor, console PlayStation 5, due joystick e una selezione di videogiochi scelti per favorire non solo il divertimento, ma anche l’interazione e l’aspetto educativo. Uno spazio che diventa occasione di socialità e normalità all’interno di un percorso di cura.
“Il gioco non è solo evasione, ma un modo per restituire tempo di qualità e leggerezza a chi vive situazioni difficili – spiega il comandante Gabriele Airoldi -. Questa idea nasce da un legame personale molto forte e dalla convinzione che dedicare anche solo qualche ora al gioco possa aiutare bambini e famiglie a ritrovare serenità. Il sostegno delle aziende coinvolte e dei colleghi della polizia locale ha reso possibile un progetto che vuole essere un modello replicabile”.
La destinazione del progetto è stata individuata nella Casa di Leo a Treviolo in provincia di Bergamo, realtà nata dall’esperienza personale della famiglia Morghen. La storia di Leo, scomparso a dieci anni, ha dato origine a uno spazio che oggi rappresenta un punto di riferimento per chi affronta cure lunghe e complesse lontano dalla propria abitazione. Un luogo pensato per accogliere non solo i piccoli pazienti, ma anche i loro genitori, offrendo supporto concreto e momenti di normalità in una fase delicata della vita. Un valore che la proposta di “Game arena” ha saputo intercettare fin da subito.
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