Tra i binari, tutti i numeri del Servizio Ferroviario in Lombardia

SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Andrea Mazzucotelli, portavoce del Comitato Viaggiatori Tpl Nodo di Saronno per la rubrica mensile realizzata in collaborazione con ilSaronno.
Questo mese, in relazione alle informazioni e alle conoscenze di cui disponiamo, aggiorniamo la puntata di settembre 2025, proponendo una schematica analisi dei dati dell’esercizio ferroviario fino a tutto l’anno 2025, pubblicati dall’impresa ferroviaria regionale e accessibili da chiunque disponga di connessione internet (Bilancio di Sostenibilità 2025).
I dati contenuti nel Bilancio di Sostenibilità che riteniamo i più interessanti per una valutazione complessiva concreta sono:
- La produzione chilometrica;
- I costi di produzione;
- Il numero di ferrovieri.
Ricordando che si tratta di una S.r.l. con Capitale Sociale 76.120.000 € Iv, ecco l’evoluzione dei dati negli anni:
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La produzione è cresciuta in modo continuo dopo l’anno 2020 (Covid-19, complessivamente +7 200 000 km), ma mancano ancora 100 000 km per recuperare tutto il servizio precedente alla pandemia; mancano ancora 2 400 000 km per recuperare tutto il servizio precedente ai tagli decisi da Regione Lombardia a dicembre 2018. Inoltre, non sono stati raggiunti gli obiettivi di produzione né nel 2023 (mancavano 1 700 000 km) né nel 2024 (mancavano 2 300 000 km) né nel 2025 (mancano 2 700 000 km), con una traiettoria di ulteriore allontanamento dagli obiettivi previsti.
I costi operativi continuano ad aumentare, anche quelli unitari, cresciuti del 30% dal 2019 a fronte di una base inflattiva del 19%. La discrepanza rispetto all’inflazione è in gran parte riconducibile al primo periodo pandemico in quanto l’inflazione misurata rispetto al 2020 risulta 19% e l’incremento dei costi 23%, non eccessivamente distanti anche se il divario è in crescita. Si calcola che, se l’incremento dei costi operativi non avesse superato l’inflazione, nel 2025 si sarebbero risparmiati circa 67 milioni di euro. Vista la crescita della produzione, non si evidenzia, comunque, alcuna economia di scala. L’obiettivo stabilito per il 2025 dal Contratto di Servizio, 13.9 €/km al netto del pedaggio (già rivalutato con inflazione) si direbbe fallito, in quanto il dato effettivo stimato lo supera di 2.7 €/km, corrispondenti a circa +113 milioni di euro in totale riferiti al 2025. Spicca l’incremento notevole (+12%) verificatosi nel 2024.
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Il numero di ferrovieri, negli scorsi anni vistosamente in aumento anche rispetto alla produzione, ha registrato una lieve contrazione (-18 unità). Se l’elevata disponibilità di personale qualificato non può che essere vista come una buona notizia, occorre ricordare che già nel 2019 era stato dichiarato che la crisi del personale viaggiante era risolta, e per questo motivo consideriamo come riferimento il numero di ferrovieri per milione di chilometri di quell’anno: 55. Da ciò segue che per la produzione obiettivo del 2025, peraltro non raggiunta, sarebbero stati sufficienti 2442 ferrovieri invece degli effettivi 2592. Nel 2026, in relazione alla produzione obiettivo (48.1 milioni di km) risulterebbero necessari, tuttavia, 2634 ferrovieri; a fine contratto (produzione obiettivo 50.5 milioni di km) dovrebbero servire 2765 ferrovieri.
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Mettendo insieme ciò che i dati sembrano suggerire, si potrebbe concludere che la gestione delle risorse non sia troppo efficiente, poiché si identificano potenziali eccessi di spesa a fronte del non raggiungimento degli obiettivi pratici prefissati dalla Regione Lombardia. In particolare per l’anno 2025, tenuto conto della produzione e della base inflattiva rispetto al 2019, si possono stimare sovraccosti complessivi a carico dell’azienda nell’ordine dei 67 milioni di euro, e nell’ordine dei 113 milioni di euro rispetto agli obiettivi contrattuali.
Qualora l’eccesso di spesa fosse legato a investimenti aziendali, comunque non se ne scorge una efficacia significativa in relazione alla puntualità e alla regolarità registrate; infatti, come già discusso nella puntata di giugno 2026, l’andamento della puntualità (tutte le cause, imputabili e non) negli ultimi tre anni è cresciuto, in linea di tendenza, di circa 2 punti percentuali da 81% a 83%; a fronte di oscillazioni stagionali importanti, fino a 13 punti percentuali (+6% / -7% rispetto alla linea di tendenza); mentre l’andamento delle soppressioni medie giornaliere (tutte le cause, imputabili e non) negli ultimi tre anni è cresciuto, in linea di tendenza, di circa 39 unità da 89 a 128; a fronte di oscillazioni stagionali fino a 140 unità (+70 / -70 rispetto alla linea di tendenza).
Continueremo a monitorare questi dati a intervalli regolari man mano che vengono pubblicati così da poter aggiornare l’analisi e le conclusioni che proponiamo rispetto a offerta e costo dell’esercizio ferroviario.
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