Data center all’ex Lazzaroni, ecco cosa si sa dopo il consiglio comunale
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UBOLDO – Dopo la forte presa di posizione di Uboldo Civica, il futuro dell’ex Lazzaroni e la possibile realizzazione di un data center sono tornati al centro del dibattito cittadino. Ma che cosa si sa realmente del progetto dopo il passaggio in consiglio comunale? Ecco i principali elementi emersi finora, tra cambio di destinazione urbanistica, iter autorizzativo, ricadute economiche previste e garanzie illustrate dall’Amministrazione comunale.
La scelta del data center arriva dopo il definitivo abbandono dell’ipotesi di realizzare un nuovo polo commerciale nell’area ex Lazzaroni. Il primo passaggio riguarda la destinazione urbanistica dell’area. Per consentire la realizzazione del nuovo insediamento serve modificare la destinazione dell’ex Lazzaroni, che passerà da terziaria a produttiva.
Il progetto prevede la realizzazione di un data center e di tutti gli impianti necessari al funzionamento della struttura, compresi quelli per l’alimentazione elettrica, il raffreddamento delle apparecchiature, la sicurezza e il monitoraggio.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda le ricadute economiche per il Comune. Secondo quanto illustrato durante il consiglio comunale, l’intervento comporterebbe circa 1.080.000 euro di costi di costruzione. A questa cifra si aggiungerebbero ulteriori 4.700.000 euro destinati a opere pubbliche grazie ai bonus volumetrici. Il valore complessivo delle ricadute economiche previste è quindi di circa 5,8 milioni di euro.
Il percorso autorizzativo non sarà però immediato. L’Amministrazione ha spiegato che il progetto non seguirà una procedura edilizia semplificata e dovrà affrontare una verifica di impatto ambientale di competenza ministeriale. La procedura rientra inoltre nel percorso previsto dalla nuova normativa regionale dedicata ai data center. L’iter prende avvio da una perizia giurata asseverata. Il documento deve dimostrare che lo stabile si trova in una situazione di criticità di tipo strutturale, ambientale o sociale. Tra gli elementi valutati rientrano eventuali problemi strutturali, possibili inquinamenti e situazioni di degrado come occupazioni abusive.
Nel corso della discussione il sindaco Luigi Clerici ha fornito anche alcune garanzie sul progetto. Tra queste, quella relativa all’utilizzo dell’acqua: il futuro data center, ha spiegato, non preleverà acqua dall’acquedotto. Il primo cittadino ha inoltre ribadito che ogni fase dell’iter dovrà ottenere il parere degli enti competenti e che particolare importanza avrà quello di Terna, ritenuto fondamentale per verificare la disponibilità della rete elettrica necessaria ad alimentare l’impianto.
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