Tra i binari, “Lombardia si Muove”: cosa c’è nel progetto di Legge regionale di iniziativa popolare?

SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Andrea Mazzucotelli, portavoce del Comitato Viaggiatori Tpl Nodo di Saronno per la rubrica mensile realizzata in collaborazione con ilSaronno.
Lo scorso sabato, 26 settembre, a Varese ha preso ufficialmente il via la campagna per la raccolta firme nella nostra provincia a sostegno del progetto di legge regionale di iniziativa popolare “Disposizioni per la qualità del servizio ferroviario regionale, la trasparenza dei dati e l’apertura del mercato alla concorrenza a tutela dell’utenza, nonché modifiche alla legge regionale 4 aprile 2012, n. 6”.
Al fine di impegnare il Consiglio Regionale alla calendarizzazione e alla discussione del Progetto di Legge è necessario raccogliere 5000 firme in tutta la Regione entro il mese di dicembre. Attualmente, il totale si avvicina alle 1000 di cui circa 150 raccolte in provincia di Varese. Purtroppo non è ammessa la firma digitale; per firmare, rigorosamente con carta e penna, è necessario presentarsi fisicamente ai banchetti organizzati dai promotori, che vengono annunciati su Instagram e su Facebook. La possibilità di attivarsi come volontari per la raccolta delle firme è sempre aperta a chiunque abbia tempo ed energie da dedicare.
Alla redazione del Progetto di Legge Regionale ha collaborato direttamente anche chi vi scrive. Ma in concreto, che cosa prevede? Diversi aspetti qualificanti, certamente ambiziosi e quasi rivoluzionari per il servizio ferroviario regionale lombardo, che andiamo ad affrontare con la massima sintesi possibile. Il testo integrale è disponibile a ciascun banchetto firme.
Il primo aspetto riguarda la verifica obbligatoria di tutti gli indicatori di qualità e le comunicazioni al pubblico che riguardano il servizio ferroviario regionale da parte di un soggetto terzo di validazione privo di contratti in corso di esecuzione con il Gestore del servizio o con i gestori dell’infrastruttura. Il soggetto terzo di validazione dovrà inoltre possedere comprovate competenze nei settori dell’ingegneria dei trasporti, in statistica e nella gestione dei dati. Invece, nella situazione attuale, un’azienda gerarchicamente sottoposta alla Regione fornisce i dati alla Regione stessa, che provvede a validarli direttamente.
Il Progetto di Legge, poi, come secondo elemento, definisce i “flussi informativi minimi”, molto più completi rispetto agli attuali, e prevede la creazione di un Portale Open Data, pubblico e gratuito, gestito dalla Regione, che renderà disponibili i dati e gli indicatori del servizio in formato aperto e riutilizzabile.
Ecco le tipologie di dati che il Progetto di Legge prevede di raccogliere: programmazione dell’esercizio; statistiche dettagliate ritardi e soppressioni totali e parziali; affollamento; effettiva disponibilità dei servizi igienici a bordo; accessibilità; statistiche dettagliate sui reclami e sulle relative risposte; statistiche dettagliate indennizzi e rimborsi; statistiche dettagliate penali contrattuali; statistiche dettagliate soddisfazione dell’utenza attraverso verifiche indipendenti; statistiche dettagliate qualità ed efficacia dei servizi sostitutivi; comunicazioni all’utenza in dettaglio; indicatori di qualità dell’informazione all’utenza; funzionamento, facilità di utilizzo, sicurezza, stabilità dei servizi informatici interattivi per l’utenza connessi al servizio ferroviario regionale.
I dati dovranno essere raccolti in tempi rapidissimi.
Infine, quando il materiale rotabile impiegato nel servizio ferroviario regionale è acquisito con investimento di capitale e vincolato all’utilizzo per il proprio servizio pubblico da parte della Regione o di altri soggetti pubblici, sul Portale Open Data dovranno essere pubblicati indicatori minimi relativi allo stato di disponibilità e affidabilità dei convogli e alla manutenzione programmata, con livello di aggregazione idoneo a consentire il controllo pubblico sulla corretta gestione dei beni.
Terzo aspetto è quello dei rimborsi all’utenza: automatici, a carico del Gestore, pari al 30%, al 40% o al 50% rispetto al prezzo di acquisto, in funzione della gravità di eventuali (si intende) disservizi.
Quarto punto sono le “gare pilota”, almeno due: si tratta di una limitata e cauta apertura al mercato, in conformità alla regolamentazione europea oggi vigente, per provare a meglio servire territori e fasce orarie in cui il volume di servizio risulta insoddisfacente e/o mostra del potenziale inespresso. I nuovi Gestori saranno tenuti ad adottare in via esclusiva il Sistema Tariffario Integrato Regionale, quindi senza alcuna discontinuità tariffaria rispetto ai servizi del Gestore preesistente.
Quinto e, certamente non per importanza, ultimo punto, è l’istituzione di un tavolo permanente con i rappresentanti dei viaggiatori e con le associazioni dei consumatori, finalizzato alla valutazione della qualità del servizio, all’analisi dei disservizi e alla definizione delle misure correttive, con criteri di accesso oggettivi, ma non più stringenti di quelli attualmente previsti per la candidatura a Rappresentante dei Viaggiatori alla Conferenza Regionale del Trasporto Pubblico Locale. La consultazione sarà obbligatoria almeno in occasione di variazioni programmate dell’offerta, oppure di attivazione di servizi sostitutivi prolungati. I verbali e gli esiti delle riunioni del tavolo dovranno essere pubblicati sul Portale Open Data.
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