CISLAGO – Negli ultimi mesi ha ripreso vigore la proposta di realizzare un parco agricolo e boschivo prealpino nella Bassa
Comasca come rete ecologica di collegamento tra i parchi esistenti: il Parco del Lura ed il Parco Pineta.
A questo scopo, venerdì 22 gennaio si è svolta la prima riunione del costituendo Comitato Bassa Comasca per il parco.

All’incontro, finalizzato a costituire un comitato per il sostegno e la promozione del progetto di Parco sovracomunale agricolo e boschivo prealpino, hanno partecipato cittadini di diversi comuni della bassa comasca. Tra questi, i turatesi Leonardo Calzeroni, consigliere comunale e Giancarlo Carnelli, architetto e animatore alla fine degli anni ’90 del comitato per la salvaguardia del bosco della Moronera, Diego Carugati,
ingegnere ambientale e residente nella frazione Manera di Lomazzo e Massimo Capozziello, guanzatese impegnato nel movimento ecologista comasco.

La missione del Comitato, che si propone come espressione civica, trasversale e apartitica, è duplice:
≠ informare e sensibilizzare le comunità locali sull’importanza di salvaguardare e valorizzare le ultime aree boschive ed agricole rimaste nel nostro territorio;
≠ supportare, a livello progettuale e amministrativo, le Amministrazioni Comunali coinvolte nell’istituzione del parco sovracomunale.

Il parco dovrebbe sorgere principalmente nella Bassa Comasca e coinvolgere nel suo perimetro una decina di comuni comaschi (Turate, Rovello Porro, Rovellasca, Lomazzo, Cirimido, Fenegrò, Limido Comasco e Mozzate, con possibilità di estendersi, più a nord, ai comuni di Lurago Marinone, Guanzate e Veniano).
A sud, invece, includerà anche il comune varesino di Cislago, dove il progetto è sostenuto dalla locale associazione Salviamo il Paesaggio e la Terra di Cislago e da altre associazioni ambientaliste.
Se quello che rimane del Bosco della Moronera cotituisce il cuore del progetto, la perimetrazione del PLIS dovrà comprendere le aree agricole che ancora caratterizzano il nostro territorio, con un triplice obiettivo:
• salvaguardare il paesaggio evitando ulteriore consumo di suolo agricolo;
• valorizzare le aree verdi quale fattore di attrattività del territorio;
• rendere fruibile il patrimonio naturale locale attraverso la realizzazione di percorsi ciclopedonali e iniziative d’informazione ed educazione ambientale rivolte alle scuole ed alla cittadinanza.

E proprio al mondo della scuola ed ai giovani il Comitato intendere rivolgere un’attenzione particolare, individuando forme per un loro coinvolgimento attivo e propositivo nella fase progettuale, a partire, ove istituiti, dai Consigli Comunali dei ragazzi, che potrebbero così vivere un’esperienza di programmazione territoriale, civica, amministrativa ed ambientale al contempo.
La nascita di un parco nella Bassa Comasca non è di per sé un’idea nuova, poiché era stata già prefigurata
quando è stata progettata, alla fine degli anni ’90, la nuova autostrada Pedemontana, come risultato d’interventi di compensazione ambientale e di rigenerazione territoriale. Come prevista era la realizzazione di una Greenway, un percorso ciclopedonale di collegamento tra le aree verdi e boschive, che avrebbe dovuto sorgere parallelamente al tracciato della Pedemontana e per tutta sua lunghezza.

Progetti ed interventi che, tuttavia, nel corso degli anni sono stati realizzati soltanto in minima parte ed in modo frammentario, quando non sono rimasti sulla carta.
Il Comitato nasce con la convinzione che oggi tutti questi progetti possono e devono essere ripresi concretamente, a partire dai vincoli e dalle precisazioni a salvaguardia delle aree boschive ed agricole già contenute nei Piani di Governo del Territorio adottati dai Comuni.
Quello che oggi serve è solo la concreta volontà politica delle Amministrazioni Comunali di condividere un progetto sovracomunale e di coordinare gli interventi nell’interesse del territorio, della qualità della vita delle comunità locali e delle future generazioni.

(foto d’archivio)

29012021

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