ROVELLASCA – “Il primo maggio rovellaschese è da sempre il pellegrinaggio al santuario mariano … io e il don non abbiamo voluto interrompere una tradizione centenaria… che il mantello della vergine possa avvolgere e proteggere la nostra comunità”. Così il sindaco di Rovellasca, Sergio Zauli che l’1 maggio ha visitato il Santuario della Beata vergine di Saronno con il parroco, don Natalino Pedrana.

Per l’1 maggio don Natalino ha rivolto anche un suo pensiero ai fedeli, intitolata “Mangiare il pane”.

Mi ricordo quando da piccolo guardavo il mio parroco che alzava l’ostia consacrata e io chiedevo a mia mamma: “Ma dov’è Gesù che non lo vedo?”. Le mie catechiste mi avevano insegnato che nell’ostia c’è nascosto Gesù e io lo volevo scovare… sembrava una sfida a nascondino… io che cercavo e lui che si nascondeva… Non vedevo l’ora di fare la prima comunione per vedere più da vicino la particola e capire come si nascondesse!

Chiaro che il linguaggio con cui le catechiste avevano cercato di spiegarmi la presenza reale di Gesù non era dei più adeguati… Gesù non è nel pane consacrato ma è il pane consacrato! Mangiarlo significa desiderarlo dentro la propria vita, farne la Vita della propria vita! Lo spiega bene il vangelo di Giovanni che oggi viene proclamato nella liturgia: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me». Gesù “ha mangiato” il Padre e per questo vive per il Padre: la Vita di Gesù è la vita del Padre! Perché la vita di un altro diventi la nostra ci vuole tutta la vita”.

02052020

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