VENEGONO INFERIORE – Circa 120 persone, tra attivisti e cittadini, si sono riunite a Venegono Inferiore per manifestare davanti ai cancelli della Leonardo, la principale azienda bellica italiana e prima nell’Unione Europea per volume d’affari nel settore della difesa. L’evento, caratterizzato da una partecipazione sentita, ha voluto accendere i riflettori sul legame tra la produzione industriale del territorio varesino e i teatri di guerra internazionali, con particolare riferimento al conflitto in corso a Gaza.
Il presidio è stato aperto da don Giusto Della Valle, della parrocchia di Rebbio-Camerlata, dando il via a una serie di interventi che hanno analizzato l’attuale scenario geopolitico. Elio Pagani, dell’associazione Abbasso la guerra, ha illustrato i dati sulla spesa militare mondiale che, secondo i rilievi del Sipri, ha raggiunto la cifra record di 2718 miliardi di dollari, superando i livelli della Guerra Fredda. Durante la manifestazione è stato sottolineato come la Nato e i suoi partner coprano quasi il 74% di questa spesa, con l’Italia che si posiziona al sesto posto tra i principali esportatori di armi al mondo.
Al microfono si sono alternati esponenti di diverse realtà pacifiste, tra cui Gianna Badoni per Pax Christi Tradate, Maria Terranova dell’associazione Costruttori di pace e nonviolenza attiva di Luino, Laura Ferrarini di Abbasso la guerra Laveno e l’ex funzionario Fao Lorenzo Giovanni Bellù. Al centro delle riflessioni è finita l’attività degli stabilimenti Leonardo della provincia di Varese, accusati di fornire supporto logistico e velivoli d’addestramento, come l’M-346 e l’AW119Kx, utilizzati indirettamente o direttamente nelle operazioni militari israeliane. È stato inoltre ricordato il coinvolgimento dell’azienda nel programma F-35 e nella produzione di missili vettori nucleari per l’arsenale francese attraverso la partecipazione in Mbda.
Oltre all’aspetto industriale, i relatori hanno espresso profonda preoccupazione per l’indebolimento dei trattati internazionali e il rischio nucleare. Con l’Orologio dell’Apocalisse che segna appena 85 secondi alla mezzanotte, è stata ribadita l’urgenza che l’Italia ratifichi il Trattato di proibizione delle armi nucleari (Tpnw), già operativo per 74 nazioni ma osteggiato dai paesi Nato.
La giornata si è conclusa con un pellegrinaggio simbolico verso il Santuario della nostra signora di Loreto. Il cammino ha costeggiato il campo d’aviazione di Venegono, oggi impiegato prevalentemente per i test dei velivoli militari prodotti negli imponenti impianti circostanti. Il momento finale di raccoglimento è stato guidato dal padre comboniano James Marcellus Owino, che ha richiamato i presenti alla necessità di un disarmo reale e alla costruzione di una pace non basata sulla deterrenza, ma sulla solidarietà e sulla nonviolenza attiva
(foto dell’evento)
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