CARONNO PERTUSELLA – Nel complesso industriale dell’ex calzificio di corso Vittoria 916 da ormai alcuni anni ha preso avvio la “Casa della cultura”, l’ambizioso progetto dell’avvocato caronnese Pierantonio Giussani che si pone l’obbiettivo di fornire un luogo per le diverse forme di cultura: lo studio, il coworking, l’associazionismo, mostre ed esposizioni, incontri, dibattiti.

Oltre ad ospitare la sede del Vespa club di Caronno Pertusella, fiore all’occhiello del vasto spazio è il museo “Onda Rossa” che, nato dalla passione per le auto storiche dello stesso Giussani, raduna pezzi d’epoca notevoli sia per modello, marca, legata all’immaginario collettivo, dipendente dalla storia riscontrabile nella documentazione di qualche veicolo, ad esempio della Fiat Torpedo appartenuta all’ultimo re d’Italia.
A farle compagnia tante Ferrari, ad esempio una delle due esistenti al mondo di color grigio “Ingrid”, diverse Maserati, ma si passa anche per Mercedes, Alfa Romeo e Lancia.

Nel percorso attraverso le quattro sale ci si perde nella storia attraverso i motori: la meccanica, il trasporto, la società e la sua evoluzione nel tempo, ma anche la fatica e l’ingegno che hanno portato alla realizzazione dei veicoli. Proprio su questo aspetto riflette Giussani: “Non solo auto perchè quello che cerco di trasmettere tramite questa esposizione sono i valori: il lavoro, la famiglia, la nostra civiltà contadina, la solidarietà, la comprensione. Valori come contenitori, se così posso dire, in cui noi italiani abbiamo messo contenuti, frutto della nostra storia, che altri popoli non hanno saputo mettere; creando le eccellenze italiane – e prosegue – Onda rossa è la trasposizione, nella vita reale, di quei valori che hanno saputo creare oggetti, come le automobili esposte, che lasciano senza fiato il visitatore”.

Il museo, che è uno spazio in costante trasformazione così da offrire ogni volta qualcosa di nuovo, è visitabile gratuitamente prenotandosi: sarà lo stesso fondatore a fare da guida.

Tra le altre opere d’arte esposte si trova anche una zona della memoria dedicata alla “Helene”, lo storico calzificio che aveva sede proprio nei capannoni dove ora si trova il museo che è quindi un esempio di recupero di edificio industriale; attraverso immagini e fotografie d’epoca si percorre letteralmente un tuffo indietro nel tempo.



01022020

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