CISLAGO – “Amministrare per me ha un solo significato: operare per il bene dei Cislaghesi”.

Inizia così la nota di Chiara Broli, assessore ai Servizi sociali e vicesindaco, che annuncia di lasciare la propria carica pur restando in consiglio comunale. Dimissioni che seguo o quelle del consigliere comunale Valentina Melis.

Può accadere, come infatti è stato, che maggioranza e minoranza votino quasi all’unanimità un provvedimento riguardante la nuova convenzione della Scuola Materna. Per quanto mi riguarda esiste un dibattito consiliare che non è puramente un atto di forma ma un momento di ascolto e confronto. Quando le istanze dell’opposizione sono ragionevoli e non pregiudicano l’interesse pubblico e l’indirizzo politico non trovo scandaloso rivedere anche le valutazioni fatte in seno alla maggioranza.

Appartenere ad un partito o parteggiare per un colore politico è certamente consentito, ma non a scapito del bene comune. In democrazia tutto questo non dovrebbe rappresentare uno scandalo. Questo è stato solo l‘ultimo di una serie di “spiacevoli episodi” che purtroppo hanno evidenziato una sorta di insensibilità umana e certamente un’incapacità di mediazione.

Tutto questo mi spiace, ancor più, perché resto convinta che in questi anni si siano realizzate molte azioni positive per la nostra comunità cislaghese. Quello che è avvenuto nell’ultimo Consiglio Comunale è purtroppo, per me, inaccettabile ed ingiustificabile.
Prima di essere dei rappresentanti politici siamo e dobbiamo essere degli esempi.

Quando mi sono candidata mi sono sempre descritta anzitutto come “donna” e “mamma” e come tale ho cercato di guidare le mie azioni in questi anni, certamente anche commettendo errori. E sono stata onorata ogni giorno di ricoprire nel nostro Comune, la prima volta per una donna, la carica di Vicesindaco.

In questi anni però un elemento ha sicuramente caratterizzato il mio operato, ossia quello di essere sempre in prima linea contro la prevaricazione e la violenza, formulate nelle modalità più diverse. Credo quindi che non ci sia nulla che valga più della dignità e del rispetto di una donna e ci sono dei valori imprescindibili da preservare, che dovrebbero andare al di là dei colori politici.

Non essendo mai stata e non essendo tuttora incollata alla poltrona, a queste condizioni, e a fronte delle espressioni altamente incivili ed offensive nei miei confronti nonché all’attuale completa mancanza di fiducia e rispetto reciproco, mi vedo costretta, per rispetto a me stessa, ai valori che esprimo e alla mia famiglia, a rassegnare le mie dimissioni dalla carica di Vicesindaco e a rinunciare a tutte le deleghe affidatemi.

Sento comunque mio dovere continuare a far parte del Consiglio Comunale per il rispetto che nutro verso i cittadini che mi hanno eletta.
Continuerò ad offrire il mio contributo, libera da qualsivoglia condizionamento. Il mio unico referente sarà la mia coscienza ed il bene dei cittadini. Come sempre.

Ringrazio il Segretario, i Responsabili e gli uffici con i quali ho avuto il piacere e l’onore di collaborare in questi anni nonché tutto il personale comunale che si è sempre caratterizzato da un forte senso di disponibilità, collaborazione e cortesia.

Troppo spesso assistiamo a prove di forza inutilmente muscolari, ancor più esecrabili perché avvenute nei confronti di donne o di persone più fragili, rispetto alle quali dobbiamo tutti quanti interrogarci.

Questo clima di violenza ed odio, privo di alcun senso, specie in un contesto sociosanitario vittima del Covid 19, sta tornado a livelli pericolosi ed auspico che il mio sia un piccolo gesto che contribuisca a far riflettere.

Spero davvero che quanto avvenuto richiami le coscienze di noi tutti alla rinuncia dell’uso della violenza verbale, al rispetto delle donne e di chi la pensa diversamente da noi.

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