ORIGGIO – E’ stata eseguita ieri l’autopsia sul corpo del 28enne residente in Brianza trovato senza vita all’interno di un’azienda nella zona industriale di Origgio. A chiedere l’accertamento la famiglia che, come riportato da Il Giorno in un articolo di Stefania Totaro, ha chiesto che sia fatta chiarezza sulle circostanze della morte del ragazzo. All’autopsia, duranta diverse ore, ha assistito anche il consulente nominato dalla famiglia.

E’ successo la notte tra il 3 e il 4 gennaio. Tutto inizia quando il giovane, alla guida della Bmw della mamma, incappa in un posto di blocco dei carabinieri. Non si ferma e inizia un inseguimento. Durante la fuga chiama il padre e gli dice che lo raggiungerà a Legnano. “Ho fatto un casino” gli dice. Il padre riceve poi un whatsapp con la posizione del figlio ed anche un’altra telefonata in cui sente il ragazzo correre.

L’uomo si reca sul posto e poi dai carabinieri di Desio. Si trova la Bmw guidata dal ragazzo ma di lui non ci sono tracce. Lo cercano i carabinieri ed anche il fratello partendo dalla posizione inviata al padre nell’area boschiva nei pressi di un’azienda di Origgio.

L’epiologo è drammatico e noto: nel pomeriggio il corpo senza vita del ragazzo viene trovato  all’interno di un’azienda con cui il ragazzo non aveva mai avuto nulla a che fare. I primi riscontri parlano di un gesto estremo, viene trovato impiccato con la propria cintura, ma la famiglia non lo riente uno scenario possibile. Diversi poi i particolari che, come riportato da Il Giorno, non convincono i genitori nella vicenda come le scarpe del ragazzo ritrovate fuori dall’azienda. Si attendono gli ultimi risultati dell’autopsia per avere un quadro completo nel frattempo la famiglia ha chiesto l’acquistizione delle immagini della videosorveglianza ed anche i tabulati telefonici.

(foto archivio)

 

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