VARESE – I piatti preferiti dai varesotti? Li svela Coldiretti. Le preferenze sono eterogenee: nelle scelte domina la classica “bistecca”, ma anche la passione per le grigliate. Non mancano bruscitti, roast-beef, tartare costate, ali di pollo, tacchino arrosto, oltre ai grandi classici della cucina lombarda: cotolette (rigorosamente con l’osso e “alla Milanese”), polpettoni, brasati, mondeghili di carne. E c’è chi indica nella hit-parade, l’immancabile ragù di carne per condire la pasta.

E intanto 9 cittadini della provincia prealpina su 10 sono contrari alla tassa europea sulla carne: lo confermano le interviste di Coldiretti Varese ai consumatori presso gli AgriMercati, che continuano a mangiarla (portandola in tavola regolarmente ogni settimana) nonostante le fake news, gli allarmismi infondati, le provocazioni e le campagne diffamatorie.
Anche il territorio, quindi, riflette i dati Eurispes (91% di contrari all’imposta) in merito alla proposta, che si affaccia all’Europarlamento di stangare la carne bovina, suina e di pollo con una nuova imposta al 25% che, una volta a entrata a regime nel 2030, servirebbe a togliere dalle tasche dei consumatori europei 32 miliardi di euro l’anno per finanziare il Green deal.
“I vantaggi di una dieta completa che includa la carne sono scientificamente indiscussi e non c’è nessuno studio che dimostri il contrario” evidenzia Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese. Peraltro con il 18% dei cittadini che ne porta in tavola meno di 100 grammi alla settimana, il 45% dai 100 ai 200 grammi e il 24% tra i 200 ed i 400 grammi – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – a livello nazionale il consumo di carne risulta equilibrato e ben al di sotto del limite di 500 grammi alla settimana consigliato dall’ Organizzazione mondiale della sanità (Oms). E il 45% dei consumatori privilegia infatti la carne proveniente da allevamenti tricolori, il 29% sceglie carni locali e il 20% quelle a marchio Dop, Igp o con altre certificazioni di origine.

“E’ importante rilanciare l’importanza del consumo corretto di carne in una corretta alimentazione. La carne italiana è la più sicura, la più controllata al mondo ed è un alimento inserito a pieno titolo nella dieta mediterranea ed è buona pratica prevedere un’assunzione settimanale con una frequenza di due, tre volte alla settimana. La carne è un’ottima fonte di proteine nobili, di ferro e di vitamina B12. Occorre combattere i furbetti del falso Made in Italy che producono all’estero sfruttando immagini, colori e prestigiosi marchi che richiamano all’italianità senza avere alcun legame produttivo con la realtà tricolore, una battaglia per la quale è strategica la riforma dei consorzi di tutela in modo da favorire un concreto coinvolgimento della parte agricola su scelte e programmi”. Nelle abitudini di spesa dei consumatori della provincia prealpina prevale la carne bovina, di stretta misura su pollo, coniglio e carni bianche. Ma anche la carne di suino (3′ posizione) e quella di capra (4′) trovano posto sulla tavola dei consumatori della provincia. Il 75% degli intervistati ai Mercati di Campagna Amica del Varesotto sceglie di portarla in tavola più di una volta alla settimana, a conferma di una “passione” radicata anche nelle ricette più antiche della gastronomia del territorio.
Secondo la rilevazione della Coldiretti provinciale, si assiste ad una svolta verso la qualità con oltre il 70% degli intervistati che pone particolare attenzione alla provenienza e alla tracciabilità della carne, e sul luogo di acquisto il dato pareggia su chi preferisce la macelleria e chi, pur stando attento all’etichetta, per morivi di comodità acquista carne al supermercato. Altro dato relativo alla tipologia di carne consumata: il 60% consuma sia carne rossa che bianca (ma nelle preferenze prevale, di misura, come detto, quella bovina).

18022020

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